"O Santa Chiesa di Dio, non puoi compiere la tua missione nel mondo in altro modo, se non attraverso la famiglia e la sua missione. Penso che voi, come famiglie neocatecumenali itineranti, date al vostro itinerario una finalità, che consiste nel portare ovunque, nei più diversi e scristianizzati ambienti, la testimonianza della missione familiare. È questa una grande missione, grande umanamente, grande dal punto di vista cristiano e di Dio, perchè una tale testimonianza, quale la missione familiare, è per sempre scritta nell'essenza della Santissima Trinità." (Giovanni Paolo II alle famiglie in missione, 3.10.1988)

Queste parole sono state riprese dal papa Benedetto XVI che il 12 gennaio 2006 ha rilanciato la missione, inviando 200 famiglie e 7 presbiteri in una nuova forma di "missio ad gentes", che con la loro vita possano, superando strutture a volte atrofizzate, raggiungere quelle persone ormai lontane dalla chiesa. Attraverso il Cammino Neocatecumenale, il Signore ha chiamato sin dai suoi inizi alcuni fratelli sposati e non, accompagnati da un presbitero sono diventati catechisti nelle parrocchie e itineranti in tutto il mondo per annunciare la Buona Notizia. Successivamente di fronte alle sfide della secolarizzazione e del post - modernismo, il Signore ha chiamato intere famiglie (spesso con molti figli), per una sorta di "implantatio Ecclesiae", che sono partite per posti difficili, nei quali, o non c'era la Chiesa, o perchè a causa della secolarizzazione, i cristiani sono restati in pochi e ormai scoraggiati e senza impulso missionario. Le prime famiglie sono state inviate in Germania, in Scandinavia, in Francia o nelle baraccopoli del sud America. Oggi sono molte le famiglie che stanno dando la loro vita a Cristo e che attraverso sofferenze indicibili mostrano la luce di Cristo risorto. In quelle situazioni hanno trovato una grande forza  dall'essere state invitate dal Papa:

 

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
ALLA COMUNITÀ DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Aula Paolo VI
Giovedì, 12 gennaio 2006

Cari fratelli e sorelle!

Grazie di cuore per questa vostra visita, che mi offre l'opportunità di inviare uno speciale saluto anche agli altri membri del Cammino Neocatecumenale disseminato in tante parti del mondo. Rivolgo il mio pensiero a ciascuno dei presenti, ad iniziare dai venerati Cardinali, Vescovi e sacerdoti. Saluto i responsabili del Cammino Neocatecumenale: il Signor Kiko Argüello, che ringrazio per le parole che mi ha indirizzato a vostro nome, la Signora Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Saluto i seminaristi, i giovani e specialmente le famiglie che si apprestano a ricevere uno speciale "invio" missionario per recarsi in varie nazioni, soprattutto in America Latina.

È un compito, questo, che si colloca nel contesto della nuova evangelizzazione, nella quale gioca un ruolo quanto mai importante proprio la famiglia. Voi avete chiesto che a conferirlo fosse il Successore di Pietro, come già avvenne con il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II il 12 dicembre del 1994, perché la vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino. Care famiglie, il crocifisso che riceverete sarà vostro inseparabile compagno di cammino, mentre proclamerete con la vostra azione missionaria che solo in Gesù Cristo, morto e risorto, c'è salvezza. Di Lui sarete testimoni miti e gioiosi percorrendo in semplicità e povertà le strade d'ogni continente, sostenuti da incessante preghiera ed ascolto della parola di Dio e nutriti dalla partecipazione alla vita liturgica delle Chiese particolari a cui siete inviati.

L'importanza della liturgia e, in particolare, della Santa Messa nell'evangelizzazione è stata a più riprese posta in evidenza dai miei Predecessori, e la vostra lunga esperienza può bene confermare come la centralità del mistero di Cristo celebrato nei riti liturgici costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti. Proprio per aiutare il Cammino Neocatecumenale a rendere ancor più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il Popolo di Dio, di recente la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vi ha impartito a mio nome alcune norme concernenti la Celebrazione eucaristica, dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate. Grazie all'adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi. E così facendo il Signore continuerà a benedirvi con abbondanti frutti pastorali.

In effetti, in questi anni molto voi avete potuto realizzare, e numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata sono nate all'interno delle vostre comunità. Oggi tuttavia è particolarmente alle famiglie che si rivolge la nostra attenzione. Oltre 200 di esse stanno per essere inviate in missione; sono famiglie che partono senza grandi appoggi umani, ma contando prima di tutto sul sostegno della Provvidenza divina. Care famiglie, voi potete testimoniare con la vostra storia che il Signore non abbandona quanti a Lui si affidano. Continuate a diffondere il vangelo della vita. Dovunque vi conduce la vostra missione, lasciatevi illuminare dalla consolante parola di Gesù: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta", ed ancora: "Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini" (Mt 6, 33-34). In un mondo che cerca certezze umane e terrene sicurezze, mostrate che Cristo è la salda roccia su cui costruire l'edificio della propria esistenza e che la fiducia in lui riposta non è mai vana. La santa Famiglia di Nazaret vi protegga e sia vostro modello. Io assicuro la mia preghiera per voi e per tutti i membri del Cammino Neocatecumenale, mentre con affetto imparto a ciascuno l'Apostolica Benedizione.

* * *

Queste famiglie "piccola Chiesa", "Trinità in missione" come le ha chiamate Giovanni Paolo II, scoprivano che senza l'aiuto dei sacramenti e di un serio cammino di fede non potevono continuare la loro missione " da questa necessità sono nati i Seminari Redemptoris Mater: grazie alla visione profetica degli iniziatori del Cammino, al coraggio del Papa Giovanni Paolo II e allo slancio missionario delle famiglie in missione. Fondamentale per la rievangelizzazione e formazione di nuove parrocchie è stata proprio la testimonianza di fede di queste famiglie." (Ezechiele Pasotti, Nota storica in: Il Cammino Neocatecumenale - Statuto)

Dall'opera di evangelizzazione, iniziata dalle famiglie in diverse zone, è apparsa ben presto la necessità di presbiteri che sostenessero le nuove comunità appena formate e con cui si potessero costruire eventuali nuove parrocchie   I seminari "Redemptoris Mater" quindi non sono una nuova congregazione ma seminari che preparano presbiteri diocesani missionari. I presbiteri dei "Redemptoris Mater" sono infatti formati ad una generosa e totale disponibilità di fronte alle necessità della Chiesa universale. Fin dall'inizio della loro vocazione, come aspiranti al seminario, sono tutti invitati ad esprimere questa totale disponibilità. Nessuno di loro sceglie in quale seminario "Redemptoris Mater" andare, ma è disposto ad entrare in uno qualsiasi di essi .

 

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Tutti i Papi ci hanno voluto bene
Giovanni Paolo II
.... lui in modo speciale !
kiko
Gli iniziatori del Cammino Kiko e Carmen con Padre Mario e Benedetto XVI